COMPLIANCE 231: FRODI IVA NEL D.LGS.231 DEL 2001
In data 13 novembre 2018 la Camera dei Deputati ha approvato il Disegno di Legge C1201 in materia di “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione Europea – Legge di Delegazione Europea 2018”. Il Disegno di Legge C1201, così approvato, è stato trasmesso al Senato il 14.11.2018 ed è ora in attesa di assegnazione.
La Legge di Delegazione Europea 2018 prevede il recepimento di 22 direttive e, tra queste, la Direttiva UE 2017/1371 relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione mediante il diritto penale (la “Direttiva PIF”).
L’importanza della Direttiva PIF
La Direttiva PIF, approvata il 5 luglio 2017, è lo strumento con il quale l’Unione Europea mira a rafforzare la protezione contro i reati che ledono gli interessi finanziari della stessa, come meglio identificati nella medesima direttiva all’art. 3 (frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione), all’art. 4 (altri reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione) e all’art. 5 (istigazione, favoreggiamento, concorso e tentativo) (i “Reati PIF”).
A tal fine, la Direttiva PIF stabilisce norme minime per la definizione di reati e di sanzioni in materia di lotta contro la frode (e altre attività illegali lesive degli interessi finanziari) e:
- prevede un’armonizzazione delle legislazioni penali nazionali in materia di illeciti lesivi degli interessi finanziari di ciascuno Stato membro; e
- promuove un livello di tutela dai Reati PIF equivalente nei diversi Stati membri;
- impone agli Stati membri di «adottare e pubblicare, entro il 6 luglio 2019, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva».
Nel mirino: Le Frodi IVA nella Direttiva PIF
In materia di entrate derivanti da risorse proprie provenienti dall’IVA, le principali novità dalla Direttiva PIF sono:
- l’espressa inclusione delle gravi frodi IVA transfrontaliere tra le frodi lesive degli interessi finanziari dell’Unione. In particolare, ai sensi del combinato disposto degli articoli 2 e 3 della Direttiva PIF, si considerano frodi lesive degli interessi finanziari dell’Unione anche le frodi IVA che coinvolgono due o più Stati membri e comportino altresì un danno complessivo di almeno 10 milioni di Euro;
- l’obbligo per gli Stati membri partecipanti di introdurre le misure necessarie affinché le persone giuridiche possano essere ritenute responsabili di uno dei Reati PIF, ivi inclusa la “frode IVA”;
- l’obbligo per gli Stati membri partecipanti di prevedere specifiche misure affinché la persona giuridica riconosciuta responsabile sia sottoposta a sanzioni, effettive, proporzionate e dissuasive che comprendono sanzioni pecuniarie penali e non penali e che possano comprendere anche sanzioni interdittive, quali ad esempio, quelle citate dall’art. 9 della Direttiva PIF, ossia:
- l’esclusione dal godimento di un beneficio o di un aiuto pubblico;
- l’esclusione temporanea o permanente dalle procedure di gara pubblica;
- l’interdizione temporanea o permanente di esercitare attività commerciale;
- l’assoggettamento a sorveglianza giudiziaria;
- provvedimenti giudiziari di scioglimento;
- la chiusura temporanea o permanente degli stabilimenti che sono stati usati per commettere il reato.
La reazione del Legislatore Italiano
Al fine di recepire la Direttiva PIF, il Disegno di Legge C120, all’art. 3, primo comma, lettera e), prevede in capo al Governo l’onere di «integrare le disposizioni del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, recante disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, prevedendo espressamente la responsabilità amministrativa da reato delle persone giuridiche anche per i reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione europea e che non sono già compresi nelle disposizioni del medesimo decreto legislativo.»
L’approvazione del Disegno di Legge C120 comporterà l’inserimento di alcuni illeciti tributari nel catalogo dei reati presupposto del D.Lgs. 231/2001.
Peraltro, non è escluso che per le nuove fattispecie tributarie vengano inserite sanzioni amministrative in aggiunta a quelle già previste nel D.Lgs. 231/2001.
Area di attività: Compliance 231
Contatti:
Avv. Maria Luisa Muserra mlmuserra@rinaldilawf.com
Avv. Sofia Zuffi szuffi@rinaldilawf.com