IL DISEGNO DI LEGGE 726/2018 SULL’ADOZIONE OBBLIGATORIA DEL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO E’ ORA AL VAGLIO DEL SENATO

Il disegno di legge 726/2018 di modifica del D. Lgs. 231/2001 è ora al vaglio del Senato: l’intenzione è di introdurre l’obbligatorietà del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo e della nomina di un Organismo di Vigilanza.

Nel mirino: l’Art. 1 del disegno di legge 726/2018

L’articolo 1 del disegno di legge 726/2018 individua analiticamente le società che saranno coinvolte dalla prospettata modifica legislativa, vale a dire le società a responsabilità limitata, società per azioni, società in accomandita per azioni, società cooperative e società consortili che in uno degli ultimi tre esercizi abbiano – alternativamente – riportato:

  • un totale dell’attivo dello stato patrimoniale non inferiore a Euro 4.400.000,
  • ricavi delle vendite e delle prestazioni non inferiori a Euro 8.800.000.

Sulle predette società graverebbero gli obblighi di:

–      adottare con delibera del consiglio di amministrazione, dell’organo amministrativo o dell’assemblea dei soci un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo; e

–      nominare un Organismo di Vigilanza.

Peraltro, i medesimi obblighi graverebbero anche sulle società controllanti le società sopra indicate.

Le modalità di adempimento degli obblighi

Secondo quanto previsto nel disegno di legge 726/2018, le società dovranno adempiere ai predetti obblighi depositando presso la camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di appartenenza (a seconda del caso) la delibera consiliare/la decisione dell’organo amministrativo/la delibera assembleare di approvazione del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo e di nomina dell’Organismo di Vigilanza, entro dieci giorni dall’adozione della delibera/decisione.

Le nuove sanzioni

Il disegno di legge prevede che, a decorrere dall’entrata in vigore della nuova disciplina di legge:

  • nel caso di mancato deposito presso la camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di appartenenza della delibera/decisione, le società obbligate «saranno condannate al pagamento di una sanzione pari a 200.000 euro» per ciascun anno solare di inosservanza degli obblighi.
  • nel caso di deposito tardivo (vale a dire oltre i dieci giorni dall’adozione della delibera/decisione) la sanzione applicabile alla società sarà pari a 50.000 euro.

In ogni caso, al fine di consentire alle società di adeguarsi ai nuovi obblighi, il disegno di legge dispone che le predette sanzioni amministrative saranno applicate a decorrere dal 30 ottobre 2019. Vi sarà quindi un lasso di tempo per ottemperare ai nuovi obblighi.

Uno spunto di riflessione

Come evidenziato nella relazione di accompagnamento al disegno di legge 726/2018, l’adozione obbligatoria di un Modello 231 contribuirebbe ad ampliare la “cultura della legalità di contrasto alla criminalità e di prevenzione dei fenomeni di corruzione” con indubbio vantaggio per l’intero sistema economico anche in termini di competitività ed efficienza degli enti e delle società nazionali.

Probabilmente, nell’auspicato scenario economico che si verrebbe a creare, tutti gli enti economici (e non solo le società che superano i predetti parametri) prenderebbero maggior coscienza dell’utilità derivante dell’adozione di un proprio Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo e della nomina di un Organismo di Vigilanza, provvedendo autonomamente, a prescindere degli obblighi di legge, all’adozione di modelli organizzativi ai sensi dell’art. 6 del D.Lgs. 231/2001. Onere che, a onor del vero, molte società hanno già assolto.

Area di attività: Compliance 231

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Avv. Maria Luisa Muserra mlmuserra@rinaldilawf.com

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